Dalla riconquista giustinianea (535 fino alla presa di Bari da parte dei Normanni (1071), l'Italia meridionale (Sicilia, Calabria, Lucania, Puglia) è stata parte integrante dell'Impero bizantino. La popolazione è stata ellenizzata non soltanto per quanto riguarda la lingua, ma anche tutte le altre manifestazioni della vita sociale e religiosa. Dopo la fine del dominio bizantino, la cultura greca, nonostante la latinizzazione progressiva, è sopravvissuta sino alle soglie del XVII secolo. Mentre in Sicilia, in Calabria e in Lucania si assiste ad un rapido decadimento della componente ellenofona, in Terra d'Otranto (Salento), soprattutto nel periodo svevo e angioino, tale cultura ha conosciuto un consistente sviluppo correlato agli ambienti laici eruditi e alla classe ecclesiastica sacerdotale.

Della società, civile e religiosa, dell'Italia meridionale grecofona, costituisce espressione più significativa il numero considerevole di manoscritti greci pervenutici (tre mila circa). Si tratta dunque di un patrimonio di inestimabile valore per la storia sociale, culturale e religiosa non solo del Mezzogiorno d'Italia, ma anche per quella delle popolazioni che si affacciano sul Mediterraneo, e in particolare di Bisanzio.

Dal VII secolo, infatti, confluirono nelle regioni dell'Italia meridionale colonie di immigrati provenienti dall'Egitto, dalla Palestina, dalla Siria, dall'Asia minore, dal Peloponneso, dall'Epiro (ecc.), le quali contribuirono alla grecizzazione e all'acculturazione dell'elemento autoctono.

L'ellenizzazione del Salento, invece, sembra, allo stato attuale delle ricerche, più legata agli ambienti costantinopolitani. Numerosi manoscritti salentini dei secoli XII-XV adoperano pergamena di codici più antichi originari della capitale dell'Impero: si possono citare, tra tanti altri, i fogli onciali del secolo IX/X della Biblioteca di Fozio del Londinensis Libr. Brit. Arundelianus 529, o il Filone Alessandrino in minuscola del IX/X secolo del Vat. gr. 316.

La produzione libraria italo-greca si snoda lungo un arco di tempo di nove secoli e abbraccia i più svariati campi della letteratura greca antica e medievale. Il notevole sviluppo degli studi paleografici, codicologici e filologici dell'ultimo trentennio consentono di effettuarne una prima valutazione.
 
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